Non stavano più nella pelle Andrea, Davide, Eleonora, Maria Grazia, Michele, Sabrina, Tomaso e Virginia. Ieri pomeriggio sono entrati nella loro nuova casa, un bell’appartamento al numero dodici di via Teresa Ciceri, con un bel tavolo grande dove cenare tutti insieme, l’angolo tv con il divano rosso, le camere da letto, il grande terrazzo e anche un giardino che a Como è praticamente una rarità. La loro è una famiglia un po’ speciale per tutti questi ragazzi e ragazze, che hanno un’età compresa tra i 23 e i 35 anni, hanno in comune oltre all’amicizia la sindrome di Down. Qualcuno di loro lavora, altri trascorrono la giornata nei centri o in comunità, tutti desiderano diventare indipendenti e quella che si è appena conclusa per qualcuno di loro è stata la prima notte trascorsa fuori dalla casa di mamma e papà.

Per questo l’associazione Down Verso ha deciso di intitolare il progetto «Le chiavi di casa», nel senso di un progetto di vita tutto loro da costruire giorno per giorno con l’aiuto degli educatori fino a raggiungere l’autonomia. «È la sfida che ci siamo posti – racconta il presidente Roberto Esposito – permettere a questi ragazzi di vivere una per conto loro, anche lontano dalla famiglia. Questa casa non è un punto di approdo, ma di partenza. Una palestra dove imparare a cucinare, gestire il proprio tempo e imparare a programmare la vita di tutti i giorni. Sono iscritte alla nostra associazione una cinquantina di famiglie, loro sono i ragazzi più grandi, poi ci sono quelli piccoli che vanno a scuola. In futuro ci piacerebbe che questa esperienza toccasse anche loro. Siamo convinti che anche chi è affetto dalla sindrome di Down possa vivere una vita piena, bella e felice come tutte le altre persone, magari con qualche aiuto in più all’inizio e noi siamo qui per questo».

Non è stato facile arrivare in via Teresa Ciceri e c’è stato anche chi ha sbattuto la porta in faccia all’associazione anziché dare il proprio appartamento in affitto ai ragazzi Down, per fortuna la Fondazione Scalabrini non si è fatta problemi. «I ragazzi vivranno qui a rotazione – spiega Marianna Cattaneo, una delle quattro educatrici che li seguiranno nel loro cammino verso l’autonomia – in gruppi di quattro, sia durante la settimane che nel weekend. Insieme impareranno a tenere pulito, cucinare, fare la spesa, muoversi con i mezzi pubblici e programmare il loro tempo libero». L’obiettivo finale è che da via Teresa Ciceri possano partire con la loro valigia e andare lontano, magari con l’aiuto dei comaschi che potranno sostenerli anche decidendo di donare a Down Verso il loro 5×1000.