Apocalypse Down, l’amicizia nata dal film

Quel gemellaggio con Pordenone: la "Casa al Sole" e le buone prassi che fanno scuola

Quel gemellaggio con Pordenone: la “Casa al Sole” e le buone prassi che fanno scuola

A volte le buone idee arrivano da lontano, l’esperienza del progetto “La casa al sole” di Pordenone è stata un esempio e una ispirazione per il progetto comasco “Le chiavi di casa”. Conosciuti durante il viaggio raccontato nel film Apocalypse Down, la lezione di autonomia di Pordenone è stata una di quelle buone prassi che fanno scuola. Il progetto, avviato nel 2001, nasce dall’esigenza delle famiglie di accompagnare i figli con disabilità intellettiva che diventano adulti verso una autonomia possibile, una loro vita indipendente. Ma è mosso anche dal desiderio dei giovani che, arrivati all’età adulta, già inseriti nel mondo del lavoro e con capacità di autonomia, sentono l’esigenza di decidere in proprio le scelte quotidiane della loro vita. Destinatari sono giovani adulti con disabilità intellettiva, in possesso di sufficienti capacità cognitive e relazionali, inseriti o inseribili nel mondo del lavoro.

Progetto innovativo

Gradualmente il percorso di crescita per tre o quattro persone alla volta si è svolto con una alternanza, per tre anni, tra alloggio in appartamento, la Casa al sole appunto, e ritorno in famiglia. La presenza di un educatore in casa si è progressivamente diradata. L’appartamento è in centro a Pordenone, perché le persone si sentano “al centro” di una comunità, e gli abitanti della Casa sono noti nel quartiere, salutati dai commercianti, sono diventati parte del tessuto sociale. Vitto, spese personali e gestione della casa sono a carico di chi ci abita. In un secondo momento è prevista l’abitazione stabile in case satelliti dove vivere in piccoli gruppi come un qualsiasi nucleo familiare fino a ridurre al minimo di presenza educativa.

La Fondazione Down Friuli Venezia Giulia gestisce, in collaborazione con l’Aas 5 Friuli Occidentale, il progetto di autonomia abitativa “Progetto Casa al Sole” che si basa sulla convinzione che anche la persona con disabilità intellettiva sia una persona che cresce e diventa adulta, con delle capacità di pensiero e di decisione proprie, non un eterno bambino a cui sostituirsi o un malato perennemente da curare o da riabilitare. Sembra un’idea semplice, invece supera pregiudizi e consuetudini. Il progetto è innovativo nella definizione degli obiettivi, nella metodologia, nell’intervento educativo e nell’utilizzo delle risorse.

L’autonomia economica

Un progetto che mira in alto, alla possibilità di una autonomia anche economica. Lasciarli andare, dar loro “le chiavi di casa” non è facile, ancora meno lo è per i genitori. La società di oggi infantilizza la disabilità, per sempre chiamati “ragazzi”, un tempo era peggio, domani chissà. Ma loro, le persone con sindrome di Down sono pronte per la società, vedremo se la società è pronta per loro. •  M. Gis.

 

Il giro d’Italia per conquistare l’indipendenza

Da Cantù a Pordenone via Milano, Torino, Livorno, Modena Verona: viaggio on the road nella primavera del 2015 per quattro ragazzi accompagnati da tre operatori. Hanno attraversato l’Italia in cerca di idee e confronti per vivere liberi da assistenze, anche quella delle famiglie, indipendenti e autonomi. «Si può?» si domandavano i quattro della DownVerso. Sono andati a chiederlo a chi ci prova e dice «sì, quasi».

La loro storia è diventata un film, Apocalypse Down, risultato di dieci giorni di incontri e riprese per documentare l’avventura e portarla al cinema. Non è stata una passeggiata, fatiche da affrontare e dinamiche di gruppo da gestire hanno fatto la loro parte, ma uno dopo l’altro i luoghi comuni sulla disabilità sono caduti come birilli e quello che sembrava innovativo sulla carta, sulla strada è diventato normale. La stessa normalità cercata e incontrata in diverse sperimentazioni di indipendenza abitativa e non solo.

Il film Apocalypse Down rientra tra le azioni di progetto per l’autonomia delle persone con disabilità “Le chiavi di casa” ed è stato promosso da DownVerso, associazione attiva da anni sul territorio comasco, che ha tra i suoi obiettivi quello di rendere il più autonomi possibile i ragazzi e le famiglie che convivono con la sindrome di Down e co-finanziato da Fondazione Comasca. Il film documenta l’itinerario del viaggio che ha portato a visitare a Milano la cooperativa Il Germoglio, a Torino Casa Oz , per il progetto di A.I.R.Down, Magazzini Oz e Caffè Basaglia, a Livorno il Parco del Mulino, a Modena la Lanterna di Diogene, a Verona la fondazione Più di un Sogno e infine a Pordenone la Casa al Sole, ultima tappa. Lì hanno incontrato persone che, in piccoli gruppi, abitano, lavorano, vanno a fare la spesa, c’è chi passa dal fornaio e chi paga le bollette, senza assistenza continua. L’educatore passa, chiede se va tutto bene e saluta. Una prova di vita in autonomia incoraggiante. «Ho incontrato persone che mi hanno fatto capire che ce la posso fare anche con i miei limiti» ha commentato uno dei quattro viaggiatori al ritorno.

 


 

Tratto dallo “Speciale” su Down Verso del quotidiano “La Provincia”, pubblicato il, 3 luglio 2018 

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