Il lavoro dell’integrazione

14 Ottobre 2012: Giornata Nazionale delle persone con Sindrome di Down nel segno dell’integrazione lavorativa

Il lavoro come spinta all’integrazione. Il lavoro, filo conduttore e problematica centrale del nostro tempo, declinato sugli aspetti legati alla disabilità ed in particolare ai percorsi di integrazione per le persone che portano con sé la condizione genetica della “trisomia 21″ più nota come Sindrome di Down. Con lo slogan “Siamo differenti. Tra di noi” è questa la chiave scelta dal CoorDown (punto di riferimento comune di 75 associazioni territoriali di persone e famiglie con sindrome di Down) per la giornata nazionale che nel 2012 cade la domenica 14 ottobre.

Alice, Francesco, Giorgia, Matteo, Nicola, Sandra, Simone e Spartaco: sono loro e le loro storie in particolare di integrazione lavorativa ad essere protagonisti dei video che accompagnano il tema della Giornata e gli incontri possibil, con i volontari delle associazioni, in oltre 200 piazze d’Italia dove si potranno trovare dei “messaggi di cioccolato” equo e solidale per sostenere i progetti delle associazioni.

«Abbiamo scelto il tema del lavoro perché soltanto il 13% delle persone con sindrome di Down ha un’occupazione – spiega il coordinatore nazionale di CoorDown, Sergio Silvestre – . Nei confronti di chi ha una disabilità intellettiva esistono ancora pregiudizi, per cui diventa più difficile l’inserimento al lavoro. Non tutti, però, sono uguali: alcune persone non sono in grado di lavorare, ma altre sì e devono poter avere le stesse opportunità in base alle loro capacità e al percorso formativo svolto – prosegue Silvestre –. Quando lavorano, queste persone dimostrano di saperlo fare con impegno, puntualità e precisione. Per questo chiediamo alle aziende di metterle alla prova e alle istituzioni maggiore sostegno per favorire il loro inserimento, perché il lavoro è uno strumento importante per avere una vita autonoma e un futuro dignitoso». Difficoltà croniche dei Centri per l’impiego, assenza di controlli e di figure mirate come il “diversity manager” all’interno delle aziende, mancato rispetto degli obblighi di assunzione: questo è il quadro estremamente critico in materia di integrazione lavorativa delle persone con sindrome di Down, nonostante il grande lavoro sul territorio di numerose associazioni che svolgono un utile ruolo di intermediazione e facilitazione all’inserimento nel mercato del lavoro.

Quella del lavoro rimane però una chiave di lettura centrale in questo momento di crisi e che, in un certo senso, accomuna nel quotidiano dei nostri tempi persone con disabilità e persone senza. Un traguado raggiunto dai ragazzi scelti come testimonial per la campagna comunicativa di quest’anno: Alice fa la commessa in un negozio di calzature; Matteo è aiuto cuoco in un ristorante; Francesco è direttore di sala in un fast food; Sandra lavora in un asilo nido, Giorgia in un’azienda di trasporti, Nicola presso una fattoria sociale, Spartaco in un’azienda metalmeccanica, Simone in una società internazionale di consulenza legale e fiscale.

Lo sforzo comunicativo verso l’integrazione è una delle caratteristiche su cui stanno lavorando maggioremente le associazioni inserite nel Coor.Down, che – grazie al supporto di un’agenzia pubblicitaria di primo piano – ha portato a casa ben 8 riconiscimenti al Festival Internazionale della Creatività 2012 di Cannes per la serie di spot andati in onda a Marzo in occasione della Giornata Internazionale sulla Sindrome di Down. A salire sul palco del Palais di Cannes, in occasione della prima premiazione, non sono stati i due creativi Luca Lorenzini e Luca Pannese ma due dei ragazzi protagonisti della campagna, Matteo e Stefania, in piena coerenza con il messaggio di integrazione sociale della campagna: una versione pubblicitaria alternativa di alcuni tra i più importanti marchi nazionali ed internazionali in cui un attore dello spot originale o della campagna stampa era stato sostituito da un attore con trisomia 21.

E che sui vari “campi” della vita si possa giocare una importante partita di integrazione lo ricorda anche l’iniziativa congiunta di Down.Verso (associazione comasca parte del Coor.Down) e Pallacanestro Cantù, una delle più gloriose società cestistiche italiane attualmente protagonista anche in Eurolega. Il calendario ufficiale 2013 della squarda sarà infatti realizzato congiuntamente ai bambini e a i ragazzi dell’associazione, che si troveranno protagonisti degli scatti insieme ai campioni ed allo staff tecnico della squadra. Usualmente è invece l’aspetto somatico ben identificabile delle persone con sindrome di Down ad aver costituito un limite all’integrazione e all’inserimento nei vari ambiti sociali, ma lo slogan scelto (“Tutti insieme per lasciare il segno”) vuole ribaltarlo in un’ottica positiva: un obiettivo anche del progetto di calendario canturino (che non a caso rilancia quindi la parola “segno”).

Un’ulteriore iniziativa per ribadire l‘importanza di una cultura della diversità e l’unicità di ogni persona, contro i pregiudizi che ancora accompagnano la disabilità. Perché “essere differenti è normale”.

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*