«DownVerso» in cammino per l’autonomia delle persone con sindrome di Down

Il vicepresidente olgiatese Francesco Vignarca spiega obiettivi e progetti

Il vicepresidente olgiatese Francesco Vignarca spiega obiettivi e progetti

tratto dal Giornale di Olgiate del 26 Ottobre 2019

Non lasciare indietro nessuno.

L’associazione «DownVerso», che ha base a Cantù e coinvolge circa 60 famiglie sul territorio provinciale, allarga sempre più il proprio raggio d’azione a favore di bimbi, ragazzi e, più in generale, persone con la sindrome di Down. Informare, sensibilizzare, coinvolgere, organizzare iniziative e dare vita a progetti inclusivi. Obiettivi alla base della serata in programma ieri, venerdì 25 ottobre, nella Sala consiliare di Palazzo Volta, a Olgiate, col patrocinio del Comune. Un incontro con Martina Fuga, vicepresidente di «Pianetadown» Onlus e responsabile della comunicazione di «CoorDown» Onlus, autrice del libro «Giù per la salita».

«Così abbiamo continuato le nostre iniziative legate alla Giornata nazionale delle persone con Sindrome di Down, celebrata domenica 13 ottobre in tutta Italia – spiega Francesco Vignarca, vicepresidente del sodalizio, residente a Olgiate – La giornata è stata organizzata da “CoorDown” – Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down, di cui facciamo parte – e promuove la campagna di sensibilizzazione “Non lasciate indietro nessuno” per denunciare quanto ancora siano lontani gli obiettivi di pieno rispetto dei diritti e uguale accesso alle opportunità per tutte le persone con sindrome di Down». Dalla fondazione (1999) a oggi, il cammino di «DownVerso», un passo dopo l’altro, è stato segnato da tappe e conquiste. «L’educazione inclusiva, il lavoro, la partecipazione alla vita sociale, la vita indipendente e la possibilità di decidere della propria vita rappresentano diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a tutti – prosegue Vignarca – Molti passi sono stati fatti, tanto resta da fare per il riconoscimento e la valorizzazione della diversità, per un cambiamento culturale profondo nei confronti della disabilità. Solo allora nessuno sarà lasciato indietro». Tre le strade su cui cammina l’associazione. «La prima è relativa alla comunicazione, alla diffusione delle iniziative del coordinamento di cui facciamo parte. Poi c’è il “Progetto Scuola”: 17 bimbi e ragazzi con sindrome di Down accompagnati nel loro percorso di studi. Infine, il progetto “Chiavi di casa”: nove giovani di 20-25 anni con sindrome di Down sperimentano la propria autonomia, vivendo per alcuni giorni, ogni settimana, in un appartamento a Como. La prospettiva: legare il progetto scolastico a quello dell’appartamento, perché un elevato grado di autonomia significa, per la persona disabile, vivere una vita migliore».

Il «dopo di noi» e la risposta fondamentale

Il «dopo di noi» esiste, testimoniato dai protagonisti delle storie che hanno come comune denominatore la sindrome di Down e il sostegno alle loro famiglie. «Vorremmo far conoscere a tutti chi sono le persone con sindrome di Down e quanto la loro vita possa essere vicina alla nostra, più di quello che crediamo – sottolineano gli organizzatori dell’incontro proposto nella Sala consiliare olgiatese – I loro bisogni non sono speciali, sono bisogni umani, e così sono i loro sogni». In sintesi, l’attenzione non è focalizzata sul «parlare per loro o di loro», ma sulla valenza dello stare ad ascoltarli. Come evidenzia il libro di Martina Fuga, storica dell’arte e attivista. «Si occupa di disabilità per amore e di arte per mestiere. Ma non è chiaro dove finisca il mestiere e dove inizi l’amore. È vicepresidente di “Pianetadown” Onlus e responsabile della comunicazione di “CoorDown” Onlus. È autrice di “Lo zaino di Emma” (Mondadori, 2014) e “La storia dell’arte” raccontata ai bambini (Salani, 2017)».

 

Dieci storie di persone con sindrome di Down, testimonianze di vita per scardinare pregiudizi. Martina Fuga, moglie dell’ex portiere dell’Inter Orlandoni (attuale preparatore dei portieri del settore giovanile nerazzurro) ha una figlia con sindrome di Down, è vicepresidente di «Pianetadown» Onlus e responsabile della comunicazione di «CoorDown» Onlus. Al centro dell’incontro in calendario la scorsa serata, venerdì 25 ottobre a Palazzo Volta, Martina Fuga ha portato le storie delle persone incontrate. «Giù per la salita» è il libro che racconta vite con sindrome di Down: Marta, Francesco, Ilaria, Pierpaolo, Carolina, Nicolò, Federica, Niccolò, Cristina, Spartaco ed Elena parlano della loro esperienza a scuola, al lavoro e con gli amici, esternano le loro passioni, le loro storie d’amore e la loro vita indipendente. Storie connesse sul filo dell’autonomia, consapevolezza e fiducia verso il futuro.

 

GiornaleOlgiate_DownVerso2019

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