I giovani cuochi con Down Verso. Tutti in cucina!

Presentata l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola”. Si rielaborano i piatti della tradizione comasca.

I ragazzi di “Down Verso”, i giovani cuochi di Junior Cooks (la sezione “giovani” dell’associazione Cuochi di Como), un appartamento condiviso e tanta voglia di stare insieme. Mescolati gli ingredienti, si ottiene “Aggiungi un posto a tavola”. E ieri, durante un aperitivo preparato proprio dai giovani cuochi e dai ragazzi con sindrome di Down, si è presentato il progetto.

Si tratta di un “laboratorio culinario”, in partenza da febbraio, in cui i giovani delle due associazioni rielaboreranno i piatti tipici della tradizione comasca durante alcune cene, aperte a tutti e precedute da un laboratorio, in cui poterli degustare.

«È un’opportunità importantissima per noi e i ragazzi – ha spiegato Vilma Faverio, presidente di Down Verso – è anche un’occasione per cambiare l’atteggiamento verso la disabilità».

Il presidente dell’associazione dei Cuochi di Como Massimiliano Tansini ha sottolineato l’impegno dei giovani colleghi associati, molto sensibili verso i progetti con finalità sociali. «Hanno deciso subito di adoperarsi per l’iniziativa», ha commentato. «È una bella avventura – ha concluso la presidente del consiglio comunale Anna Veronelli – il cibo è un ottimo strumento per veicolare le emozioni». Per prenotarsi e avere informazioni, si può scrivere a info@downverso.it.

Sarà anche un’occasione di condivisione e conoscenza fra le due realtà e la comunità territoriale, oltre a sviluppare le competenze dei giovani.

Si comincerà a fine febbraio con il primo appuntamento. Il programma prevede una cena al mese nell’appartamento di via Ciceri 12 dove, da oltre un anno, vivono sperimentando l’autonomia alcuni ragazzi con sindrome di Down, grazie al progetto “Le chiavi di casa”, messo a punto da Down Verso. I giovani hanno fisicamente le chiavi, vivono a rotazione in gruppo, sia durante le settimane sia nel weekend. Insieme, e con l’aiuto degli educatori (anche loro presenti a turno), tengono pulito, cucinano, fanno la spesa, si muovono con i mezzi pubblici e programmano il loro tempo libero. Hanno fra i 23 e i 35 anni, alcuni lavorano, altri trascorrono la giornata nei centri diurni. Tutti sono felici e motivati per l’esperienza che stanno vivendo.

In questi mesi, si è sviluppata una bella rete con i negozi del quartiere, così da permettere ai ragazzi di sentirsi ancora più inseriti in una città che così diventa davvero inclusiva e solidale. Per quanto riguarda gli aspetti immobiliari, la casa è gestita dalla fondazione Scalabrini. L’obiettivo, piuttosto ambizioso, è che da via Teresa Ciceri i ragazzi possano partire con la loro valigia e andare lontano.

•  A. Qua.

 

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