Vittoria: ritirate le magliette “Mongolia”

Abbiamo parlato in questo pezzo del disgustoso tentativo di fare fortune commerciali scherzando sulla disabilità delle persone con sindrome di Down. Le proteste hanno sortito (per una volta) un effetto positivo.

Successo per la protesta di Anffas Brescia. Le scuse dell’azienda: “Siamo mortificati, speriamo che tutte le persone che si sono sentite offese accetteranno le nostre scuse”.

“Buongiorno, ci scusiamo per questo episodio”. Comincia con queste parole la letttera che l’azienda produttrice delle famigerate magliette sulla Mongolia ha inviato ad Anffas Brescia.Una vittoria ottenuta in poco più di 24 ore: saranno infatti ritirate dal mercato le t-shirt con la frase “Pensavo avesse meno abitanti la Mongolia!”. A richiamare l’attenzione su questo evidente e grave caso di discriminazione era stata una famiglia residente in Provincia di Brescia, in particolare i genitori di un ragazzo con sindrome di Down che hanno visto le magliette nella vetrina di un negozio e immediatamente segnalato la questione.

“Quella maglietta va ritirata senza sé e senza ma” era stata la posizione di Anffas Brescia. Parallelamente, il lancio di una petizione online (che ha raccolto più di 450 firme in poche ore) e la diffusione della notizia su siti, blog e social network, ha permesso di orchestrare una campagna di sensibilizzazione civile ed efficace. Che in pochissimo tempo ha ottenuto il risultato voluto.

“Abbiamo ingenuamente lanciato questa t-shirt riprendendo un modo di dire che, come fate giustamente notare voi, è purtroppo spesso erroneamente utilizzato nel linguaggio comune”, scrivono ad Anffas i rappresentanti dell’azienda produttrice, annunciando il ritiro del prodotto dal mercato: “Siamo mortificati per quanto accaduto e speriamo che tutte le persone che si sono sentite offese accetteranno le nostre scuse“.
“Prendiamo atto positivamente della tempestiva decisione e delle scuse – si legge sul sito di Anffas Brescia -. Ringraziamo chi ha lanciato la petizione e tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa. Per molte persone, questa piccola vittoria fa di questa giornata una giornata migliore”.

“Una buona giornata”, il commento alla vicenda di Franco Bomprezzi su Vita.it

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*