Il video di CoorDown #DearFutureMom censurato in Francia: troppo felici

Per CoorDown è un atto che lede i diritti umani e la libertà di espressione delle persone con sindrome di Down.

La decisione del Consiglio di Stato francese di censurare il video realizzato da CoorDown in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down del 2014 accende la polemica e provoca reazioni indignate in tutto il mondo.

È notizia di questi giorni che il Consiglio di Stato francese ha confermato la decisione presa due anni fa dal CSA (Consiglio Superiore per l’Audiovisione) di censurare il “corto” Dear Future Mom che CoorDown ha realizzato in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down nel 2014. La posizione del CSA francese è chiara: lo spot «non può essere considerato come un messaggio d’interesse generale e la sua finalità può apparire ambigua e non suscitare un’adesione spontanea e consensuale». Ma c’è di più: l’Authority infatti ritiene che il film possa «disturbare la coscienza delle donne che, nel rispetto della legge, hanno fatto scelte diverse di vita personale» e per questo ha deciso di far scattare il divieto di trasmetterlo nelle reti televisive francesi.

Nelle intenzioni di CoorDown e dei partner internazionali che hanno collaborato alla realizzazione e diffusione del video non c’era alcun intento di fare una campagna pro-life, ma la volontà di rispondere a una madre in attesa di una bimba con la sindrome di Down che aveva scritto una lettera all’associazione chiedendo come sarebbe potuto essere il futuro della figlia che aspettava. CoorDown aveva quindi deciso di dare la parola direttamente a giovani e ad adulti con sindrome di Down che, pur ammettendo le difficoltà della loro condizione, affermavano con determinazione che la loro è una vita degna e felice.

Il CSA perde di vista il fatto che difendendo il diritto di scelta di alcune madri nega la libertà di espressione alle persone con sindrome di Down, una libertà sancita anche dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, in particolare agli articoli 8, 10 e 21. La decisione assunta dal Consiglio di Stato francese è un atto grave di censura che lede i diritti umani e l’immagine delle persone con sindrome di Down, che non solo hanno il diritto di essere felici, ma anche quello di esprimere il loro punto di vista ed essere ascoltati.

Il CSA e il Consiglio di Stato hanno l’autorità di negare la diffusione del video sulle tv francesi, ma non la sua diffusione sul web. Dear Future Mom – che ha ottenuto consensi straordinari in tutto il mondo con oltre 7 milioni di visualizzazioni su YouTube e ben 6 leoni al Festival della Creatività di Cannes – continuerà quindi ad essere visto e condiviso in rete (https://www.youtube.com/watch?v=Ju-q4OnBtNU).

L’intenzione di CoorDown, a questo punto, è quello di ricorrere nelle sedi opportune contro questa decisione e di chiedere il sostegno, nelle sedi istituzionali, del Governo italiano e del Presidente della Repubblica affinché i diritti sanciti nella Convenzione Onu siano applicati dagli Stati membri e non restino lettera morta. La Fondation Jérôme Lejeune, partner di CoorDown nel progetto, ha già annunciato l’intenzione di portare la questione alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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