Che lezione campionessa «sono diversa, come tutti»

Nicole Orlando, vincitrice di quattro medaglie d'oro ai mondiali paralimpici di atletica, ospite di DownVerso «Vietato dire: “non ce la faccio”. Non esistono ostacoli che non si possono superare. L'importante è il rispetto»

di Alessia Roversi per Diogene – La Provincia di Como

E’ bella, Nicole, avvolta nella sua tuta con lo stemma della nazionale che spicca in rilievo. Ha i capelli biondi come mamma Roberta, lo sguardo fiero di chi non si arrende e il sorriso che scalda. A sentirla parlare, Nicole, sembra davvero che non ci sia nulla di speciale in quello che fa, perché lei ha quella rara capacità di farla semplice, con quel motto che ormai la contraddistingue: «Vietato dire non ce la faccio». Quel modo autorevole e affettuoso di spronare a dare il meglio di sé stessi, sempre. Così, davanti a questa piccola, grande donna, ci si sente tutti un po’ sciocchi a pensare ai propri limiti, a tutte le volte che ci si scoraggia davanti agli insuccessi, alle cose che non girano mai come devono, alle fatiche quotidiane.

Resilienza e passione

Nicole Orlando ha 26 anni e nel suo dna, oltre a quel cromosoma in più che si nota appena, ha scolpiti resilienza, entusiasmo, passione e gioia di vivere, oltre ad una grande capacità di comunicazione e condivisione, caratteristiche che la rendono una creatura straordinaria soprattutto agli occhi di chi ha avuto l’onore e il piacere di incontrarla. A Cantù è successo durante un evento speciale organizzato dall’Associazione DownVerso al Teatro San Teodoro. Un evento di alcuni mesi fa, ma che vale la pena ricordare perché le parole di Nicole sono state così preziose da dover essere pubblicate tutte.

Sul palco, accompagnata da un’emozionata mamma Roberta, Nicole si è raccontata davanti ad un pubblico curioso e coinvolto mostrando una sicurezza limpida e grintosa, capace di conquistare tutti.

Allenamento e costanza

«Per raggiungere dei buoni risultati mi sono allenata e mi alleno tantissimo – ha raccontato Nicole – e mi concentro sull’atletica, in particolar modo sul salto in lungo, che è la mia specialità preferita. Devo mantenere il mio fisico saldo e anche quando faccio fatica non mollo. Sono determinata, voglio andare avanti e dare sempre il massimo, io non mollo mai, quando sono in pista penso solo a correre e a superare il traguardo. Ho tanti amici tra gli atleti della federazione, tra noi ci aiutiamo e sosteniamo, l’amicizia è una cosa grande e bellissima. Il mio ricordo più bello ed emozionante è sicuramente legato al Sudafrica: quando sono salita sul primo gradino del podio ed ho dedicato la vittoria alla mia nonna, che mi manca moltissimo».

Si sta allenando, Nicole, in previsione dei prossimi Trisome Games 2020, che la vedranno volare ad Antalya, in Turchia, per difendere i suoi record e gareggiare indossando il tricolore. Ma oltre all’atletica c’è di più, e non è tanto per dire.

«Mi piace molto cucinare e grazie alla mia mamma sto imparando come si fa. Questo mi servirà in futuro, quando vivrò con il mio fidanzato. Sono una buona forchetta, mi piace mangiare di tutto, ma devo stare attenta a non perdere la forma. Fortunatamente, la mia famiglia e il mio allenatore mi tengono sempre d’occhio». E com’è stata l’esperienza a “Ballando sotto le stelle”?

«Mi sono sentita una principessa, ero a mio agio anche se nello studio televisivo c’erano un sacco di telecamere, perché quando sento la musica mi lascio andare. Mi sono divertita, ho indossato dei vestiti bellissimi, anche se la cosa che mi rende più felice è la divisa che porto. Sono orgogliosa di essere italiana e di rappresentare l’Italia nel mondo». Anche il Presidente Sergio Mattarella ha voluto incontrare Nicole, “l’atleta paraolimpica che ha vinto quattro medaglie d’oro”. «Al Quirinale ho conosciuto la sua famiglia e tante altre persone importanti, della politica e della televisione. Devo dire che sono stati tutti molto carini e simpatici».

La gioia della mamma

Ma com’è la vita accanto ad una ragazza così vitale ed impegnata? «Al ritorno dal Sudafrica, quando è esploso tutto questo clamore intorno a lei – ha detto mamma Roberta – ci siamo dovuti organizzare in famiglia per accompagnarla, perché volevano ospitarla ovunque. Per noi è stato un notevole cambiamento e, su tutto, motivo di grande orgoglio. All’inizio eravamo noi a dirle “Vietato dire non ce la faccio” ogni volta che la vedevamo mettersi in disparte o non si sentiva accolta dagli altri, oggi è lei a dircelo, quando non ce la facciamo a stare al suo passo. Lo sport è fondamentale per il processo di inclusione dei nostri ragazzi, perché dà delle regole, insegna ad accettare le sofferenze, a perdere e a tirarsi su le maniche per migliorare, a vincere, a non essere sbruffoni e a gioire con i propri compagni».

Arriva il momento di parlare dei progetti futuri, e anche qui Nicole non si risparmia.

«In questo momento lo sport è la mia passione e la mia vita, ma in futuro voglio portare avanti dei progetti insieme a Carmelo, il mio fidanzato, capitano della nazionale azzurra Fisdr vincitrice del Campionato del Mondo di Calcio a 5. Il nostro è stato un amore a prima vista, sbocciato durante i primi Trisome Games. Lui per me è unico».

Gli idoli

Nicole ha raccontato della sua ammirazione nei confronti di Usain Bolt, Carolina Kostner, Tania Cagnotto, Gregorio Paltrinieri, Federica Pellegrini, Valentino Rossi («perché è interista, come me») e Oney Tapia, della sua passione per le canzoni di Gianni Morandi e per la musica italiana, senza disdegnare quella inglese e latino – americana.

«Il consiglio che mi sento di dare a tutte le famiglie è di dare ai propri figli il vero amore, la serenità e la felicità, perché possano coltivare i loro sogni e il loro talento. I ragazzi devono essere determinati e non avere paura, devono lottare e non lasciarsi abbattere, non esistono ostacoli che non si possono superare. La cosa fondamentale è il rispetto: io – ha concluso Nicole – sono diversa, tutti siamo diversi, ma il mondo è per tutti uguale».

 

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