Indovina chi viene a cena. A tavola c’è l’integrazione.

A Como il progetto con i giovani chef di Junior Cooks Proposte gourmet aperte a tutti, ai fornelli i ragazzi dell’associazione.

Down Verso. A Como il progetto con i giovani chef di Junior Cooks Proposte gourmet aperte a tutti, ai fornelli i ragazzi dell’associazione.

Tomaso contiene a stento l’entusiasmo: col suo cappello da cuoco in testa, apre la porta e accoglie le persone sull’uscio. Fa gli onori di casa, dà il benvenuto e, appena tolte le giacche, li accompagna a fare un giro della casa di via Ciceri a Como.
Al centro della sala, due tavoli apparecchiati, mentre ai fornelli gli chef Matteo Corridori e Paolo Frangi sistemano gli ultimi particolari: è tutto pronto per la prima cena di “Aggiungi un posto a tavola”, il progetto messo a punto da “Down Verso” e “Junior Cooks”, i giovani dell’associazione cuochi provinciale. Il menù, cucinato dai ragazzi dell’associazione formata da famiglie e persone con sindrome di Down, prevede polpette di pesce di lago su fonduta di latteria, pizzocchero tradizionale e la Miascia “ricca”.
Le cene sono un vero e proprio “laboratorio culinario”, in cui i giovani delle due associazioni rielaborano i piatti tipici della tradizione comasca, aperte a tutti e precedute da un laboratorio, in cui poterli degustare. «C’è stata una prima parte dedicata alla formazione – spiegano Corridori e Frangi – prima, abbiamo spiegato ai ragazzi cosa saremmo andati a fare. Poi, insieme, abbiamo fatto tutto in casa. Per noi, è un’esperienza molto bella e importante, in linea peraltro con la finalità sociale con cui è nato il nostro gruppo».

Le cene sono aperte a tutta la cittadinanza: è un’opportunità importantissima e, al contempo, un’occasione per cambiare l’atteggiamento verso la disabilità. Del resto, il cibo è un ottimo strumento per veicolare le emozioni. Così, davanti ai pizzoccheri, Virginia e Tommaso raccontano il percorso portato avanti ormai da quasi due anni: vivono sperimentando l’autonomia alcuni ragazzi con sindrome di Down, grazie al progetto “Le chiavi di casa”, messo a punto da Down Verso. I giovani hanno fisicamente le chiavi, vivono a rotazione in gruppo, sia durante le settimane sia nel weekend. Insieme, e con l’aiuto degli educatori (anche loro presenti a turno), tengono pulito, cucinano, fanno la spesa, si muovono con i mezzi pubblici e programmano il loro tempo libero. Alcuni lavorano, altri trascorrono la giornata nei centri diurni. Tutti sono felici e motivati per l’esperienza che stanno vivendo. In questi mesi, si è sviluppata una bella rete con i negozi del quartiere, così da permettere ai ragazzi di sentirsi ancora più inseriti in una città che così diventa davvero inclusiva e solidale. Per quanto riguarda gli aspetti immobiliari, la casa è gestita dalla fondazione Scalabrini.

L’obiettivo, piuttosto ambizioso, è che da via Teresa Ciceri i ragazzi possano partire con la loro valigia e andare lontano. «”Aggiungi un posto a tavola” ha un valore aggiunto – conclude l’operatore Stefano Martinelli – per i ragazzi è un’occasione di socialità: incontrano persone nuove, in veste di anfitrioni, padroni di casa, cuochi che si sono prodigati a preparare la cena. Avere l’occasione di raccontare, a uno sconosciuto, la casa in cui vivono, è la valorizzazione di un proprio percorso di cui andare orgogliosi».

A.Qua. (tratto dall’inserto “Diogene” de La Provincia di Como, 7 aprile 2020)

 

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