Ragazzi di DownVerso: dai baristi ai commessi c’è chi ha vinto la sfida

Nella giornata mondiale (con Sting testimonial) la presidente Faverio sottolinea la centralità del lavoro «Diventando adulti è fondamentale rendersi autonomi»

Baristi in sala e commessi nei negozi. Nel segno dell’inclusione: i ragazzi di DownVerso, associazione di Cantù, come viene ricordato in vista della Giornata mondiale sulla sindrome di Down, fissata per domenica, hanno abbattuto barriere che in realtà nemmeno dovrebbero esserci. Ed eccoli servire al tavolo. O porgere gli
ultimi vestiti alla moda. Anche DownVerso celebra e rilancia la Giornata mondiale. In parte, con i contenuti e i messaggi promossi a livello internazionale. Il tema della giornata mondiale di quest’anno è “Connect”, e ha l’obiettivo di mettere in connessione la comunità mondiale delle persone con sindrome di Down in modi innovativi.

La catena di reclutamento
Il CoorDown Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down ha lanciato la campagna di sensibilizzazione internazionale “The Hiring Chain”: la catena di reclutamento. Assumere una persona con sindrome di Down cambia la vita non solo al diretto interessato, ma può innescare un circolo virtuoso di nuove opportunità per tutti. Interprete di un brano originale, Sting, il pluripremiato artista inglese. Idealmente a fianco dei ragazzi dell’associazione di Cantù.
«Il tema del lavoro è centrale anche per l’attività della nostra associazione, che in tutti i propri progetti ha come obiettivo l’autonomia delle persone afferma Vilma Faverio, presidente di DownVerso ed ovviamente con il diventare adulti l’autonomia non può che passare per un’esperienza lavorativa. Al momento, per quanto riguarda figli e figlie di nostri soci, ne abbiamo già attive alcune. Tre persone lavorano presso il bar e bistrot Anagramma di Cernobbio. Due persone lavorano al negozio For&From di Como. Sono entrambe realtà gestite da Cometa (associazione di Como, ndr). Abbiamo poi una persona che lavora al bar “Il civico” di Tavernerio, gestito da cooperativa sociale Il Gelso».
«Noi come associazione prosegue copriamo il territorio provinciale. Ci occupiamo nel nostro piccolo di inserimento, seppur non in modo strutturato. In passato avevamo cercato di prendere contatti mirati per un inserimento formale, per avviare dei tirocini, senza però ottenere risultati concreti. E questo non ci è piaciuto: ci siamo anzi un po’ arrabbiati. Attraverso nostre conoscenze, siamo riusciti a coinvolgere i ragazzi di alcune famiglie in qualche tirocinio sperimentale».

«Chi ha un impiego è felicissimo»
Una gioia per i ragazzi. «Sono contentissimi, quelli che lavorano sono davvero felicissimi, e anche gli ambienti di lavoro sono molto accoglienti. Sono esperienze che sinora sono andate molto bene».
Ma c’è anche un progetto che guarda all’autonomia dei ragaz-zi: «Il progetto “Chiavi di Casa”, con cui sperimentiamo, appunto, una possibilità di vita indipendente, all’alloggio palestra di Como, coinvolge persone inserite, entusiaste: sta andando molto bene. Adesso per il Covid abbiamo dovuto rivedere tutto. Per tenere viva questa esperienza, che in altri tempi prevede una o due settimane in appartamento, con la presenza di un educatore, cerchiamo di puntare ora, con la pandemia, sulle competenze. Dall’organizzare con una prospettiva di autonomia le giornate, a fare la spesa, o cucinare». Sulla strada dell’indipendenza.

Articolo di Christian Galimberti per La Provincia di Como del 19 marzo 2021